Anche in questo caso se la corrente assorbita dal motorino risultasse
superiore a 0,5 amper, dovremo sostituire il transistor BD.137 con un
darlington di potenza ed utilizzare un ponte raddrizzatore (o quattro
diodi raddrizzatori posti a ponte), capace di fornire la massima
corrente richiesta.
Come tensione massima di alimentazione sara' bene non superore i 28 -
29 volt.
Sostituendo nello schema di fig.11 il motorino con l'elettrocalamita
di un tiro porta, potremmo realizzare una semplice "serratura
eletronica".
Per eccitare dall'esterno la nostra elettrocalamita sara' sufficiente
toccare con una pila da 9 volt i due terminali d'ingresso +/- indicati
con la scritta pila, come si vede in fig.11.
Il diodo al silicio DS1, posto sull'ingresso, serve per evitare di
bruciare il fotodiodo se la pila viene collegata, per errore, in senso
inverso.


PER ECCITARE DEI TRIAC
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Per pilotare dei Triac si potrebbe sfruttare lo schema universale
riportato in fig.12.

   

Come e' possibile constatare, il transistor NPN di bassa potenza,
collegato all'uscita del fotoaccoppiatore, viene alimentato
direttamente dalla tensione di rete a 220 volt tramite la resistenza
R5 da 1.000 ohm 1 watt ed il condensatore C2 da 150.000 pF 400 volt
lavoro.
La tensione raddrizzata dal diodo al silicio DS1 ed infine
stabilizzata sui 15 volt dal diodo zener DZ1 serve per alimentare il
transistor.
In presenza di Triac che richiedono elevate correnti di Gate (g) per
eccitarsi, potremo sostituire la resistenza R3 da 220 ohm con una da
150 ohm, in modo da aumentare la corrente di innesco, leggere il
capitolo dedicato ai Triac.



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