Anche se tutti sanno che l'uscita di un integrato TTL, (leggere a tal
proposito il capitolo dedicato), passando dal livello logico 0 al
livello logico 1 fornisce una tensione di 5 volt, pochi sanno che la
massima corrente che un TTL puo' erogare non supera mai i 2
milliAmper, pertanto con una corrente cosi' bassa il diodo lavora in
condizioni anomale.
Per pilotare correttamente un diodo emittente tramite un integrato
TTL, occorre usare una diversa configurazione (vedi fig.3), cioe'
collegare l'Anodo del diodo alla tensione positiva dei 5 volt ed il
Catodo all'uscita dell'integrato, collegando in serie una resistenza
di limitazione, che potra' essere calcolata utilizzando la formula che
gia' conosciamo:

R ohm = [(Vcc - Vd) : 15] x 1.000

Sapendo che la tensione che fornira' l'integrato TTL si aggira sui 5
volt, il valore della resistenza sara' pari a:

[(5 - 1,5) : 15] x 1.000 = 233 ohm

valore che potra' essere arrotondato a 220 ohm.

Nello schema di fig.2 il fotoaccoppiatore viene eccitato a livello
logico 1 con la bassa corrente fornita dal TTL.

Nello schema di fig.3 il fotoaccoppiatore viene eccitato a livello
logico 0 dal TTL che, cortocircuitando a massa i 5 volt positivi
applicati sull'Anodo, fara' scorrere nel diodo la corrente richiesta.

Il fotoaccoppiatore si puo' collegare come visibile in fig.1, ma solo
se l'integrato che pilota il fotoaccoppiatore e' un C/Mos tipo
CD.40106 - CD.4049 - CD.4011 - CD.4001 - CD.4029 - CD.4013 da cui
potremo disporre sull'uscita una corrente di 15 - 20 milliAmper.
Occorre pero' tenere presente che la tensione di alimentazione di un
C/Mos, a differenza di quella di un integrato TTL, puo' variare da un
minimo di 5 volt ad un massimo di 15 volt, pertanto il valore della
resistenza limitatrice andra' calcolato in funzione di questa
tensione.



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